Gioia infinita

di Leyla B. - Sede Gondwana Loja FEPP, SCU Ecuador 2025/2026

Giorni interi passati a scrivere e cancellare questo articolo, e poi un’illustrazione! Una vecchia canzone suona di sottofondo, un tuffo al cuore. 

La cerco e la riascolto con la smania di ascoltarla per davvero. 

Gioia Infinita dei Negrita 

Non mi basta, cerco il testo, lo leggo, la riascolto. 

È lei. È la colonna sonora di questo momento della mia vita. Un inno a questa vita, a questa esperienza. 

[l’onda lunga dell’asfalto schiaccia le parole 

sguardi persi oltre i vetri, oltre di noi 

il ritorno porta addosso mal di testa e mal d’anima] 

Sono tornata in Italia per rientro intermedio, il viaggio è stato eterno, spossante, è durato giorni, ore di macchina, tre voli, quattro treni, ore interminabili negli aeroporti… 

[nei silenzi ognuno piano fruga dentro di sé] 

Al mio arrivo in Ecuador, non parlavo molto lo spagnolo, ci é voluto un attimo, e questo mi ha permesso di apprezzare il silenzio e di ascoltare maggiormente (gli altri e me stessa). Concetti, emozioni, situazioni e idee che fino ad allora non ero riuscita ad ascoltare, hanno iniziato ad avere un volume orecchiabile. 

La ricerca di quel silenzio, quello che prima era una grande paura, ha iniziato a diventare la ricerca di un posto sicuro. 

[dal coma proverò a riemergere 

dalle nebbie mie lisergiche] 

La vita frenetica, la pressa psicologica e sociale che prima era routine comincia a diventare una sorta di stato vegetativo da cui uscire, visioni annebbiate e distorte di una realtà che non sento più mia. 

La forza e la voglia di riemergere da quel fango, da quel coma, le ho trovate qua. 

[venti notti e poco giorno] 

Il get lager ha avuto la meglio, famiglia sparpagliata qua e là, amici con orari variegati, le festività natalizie e le poche ore di luce hanno fatto sì che questo rientro fosse di circa venti notti e poco giorno. 

Una pallina da ping pong, che racconta a tutti della bellissima esperienza che sta vivendo, di come tutto risuoni più bello, vivo e ancestrale. Di cosa sta facendo, di Don Atilio, dei nuovi compagni, delle sfumature del cielo, di quanto sia tutto così folle e surreale. Una pallina che non si ferma. 

E la risposta a queste venti notti e poco giorno, si può riassumere con: 

[pagherei per questa vibra buona] 

[porto dentro quei sorrisi, le parole, gli sguardi, i visi]

L’amore, la pace, la gioia e la forza le ho ritrovate negli occhi scuri e dolci che scrutano incuriositi. Nei sorrisi stanchi e felici delle signore. Nelle mani dei bambini. Nelle rughe che dipingono i visi dei nonni, come solchi scavati nella terra argillosa. Nelle gocce di sale e d’anima che costellano la fronte dei contadini. Nelle pentole che ribollono sul fuoco ardente, sotto al controllo delle mamme. 

[scosse forti all’anima, che nessuno scorderà più] 

La riscoperta di valori alla base dell’esistenza quali la convivenza, la comunicazione, la differenza tra il “vivir” e il “sobrevivir”, e la capacità di assaporare la vita. vivere il passare del tempo, un tempo che qua sembra passare veloce, ma con molta tranquillità. Emozioni forti che scuotono l’anima, emozioni che saranno parte integrante della vita. Emozioni così forti da riuscire a condividerle. 

[un “viva l’amicizia vera” 

è una cosa rara, 

che un oceano ci separa] 

Mesi di distanza, un oceano a separare, ma l’amicizia quando è vera, rimane, anzi fiorisce. Un rapporto di amicizia vero, ho scoperto essere, quando quelle persone te le porti con te nei viaggi. Le porti nei tuoi occhi, nel tuo cuore, ma che desideri riabbracciare. Coloro che anche a distanza di tempo e di chilometri, ti accompagnano; chi facendo più rumore, chi più in silenzio, ma ti accompagnano. Quelle persone con cui condividere quelle scosse all’anima, perché alla fine l’anima si condivide. 

[PACE, AMORE, GIOIA INFINITA] 

Un mantra, per me; 

una frase per ricordare che le cose importanti sono semplici e spontanee; un grido di rivoluzione, 

perché la vera rivoluzione è: 

pace, amore e gioia infinita. 

Leyla 

Alamor, Loja – Ecuador 

2025-2026