L'incontro
di Luz R. - Sede Gondwana Latacunga FEPP, SCU Ecuador 2025/2026
Penso che le esperienze di vita vengono plasmate dagli incontri. Vi sono incontri belli, che insegnano con amore e vicinanza e incontri brutti fatti altrettanto di apprendimento e riconoscenza. In questa esperienza di servizio civile ho sperimentato per la prima volta un altro tipo di incontro, che non è né bello ne brutto… l’incontro con “l’altro”. Per anni ho fantasticato riguardo “l’altro”, li proiettiamo nella mia mente come un mondo così lontani che è persino difficile immaginarlo..
Come tutti gli incontri è in grado di insegnare con profondità e riservatezza. All’inizio è stato un incontro molto brusco, a livello lavorativo facevo fatica a respirare a modo mio…i primi mesi sono stati uno scontro con l’altro. Non capivo i ritmi di vita ecuadoriani e non capivo come poter relazionarsi a loro senza sembrare goffa.
Dopo alcuni mesi mi sono lasciata andare ed è accaduto l’inaspettato…prima di incontrare gli altri ho incontrato me stessa.
Per me le relazioni con gli altri risultano essere uno specchio. I primi mesi di servizio mi sentivo una pecorella smarrita senza un punto dove poter pascolare, e solamente dopo mesi ho capito che sentivo quel forte straniamento perché non mi stavo più ascoltando. Così ho iniziato un percorso di terapia con un counselor locale, che mi ha aiutato a non sentirmi persa in un’esperienza per me molto forte come appunto, l’incontro con “l’altro”. Il lavoro in campo penso che sia iniziato ad andare meglio grazie a questo cammino che avevo iniziato a percorrere, sentivo che più ero unita con me stessa più empatizzavo con gli altri e più ero me stessa più gli altri riuscivano a capirmi e io a capire loro.
Io sto lavorando a un progetto che si chiama “SINCHI WARMI: Mujeres indígenas ecuatorianas luchas por sus derechos económicos sociales y de género”, è un progetto portato avanti dal Fundo Ecuatoriano Populorum Progressio, finanziato da Alava e Medicus Mundi, avrà vita per 3 anni e ora siamo al secondo anno di esecuzione. è un progetto molto interessante perchè ha tre obiettivi diversi: agroecologia, acqua potabile e parità di genere, tali obiettivi riescono a dialogare molto bene fra di loro e rende più comprensibile il progetto alle comunità locali.
L’area di esecuzione del progetto è la comuna di Panyatug, nel subtropico del Cotopaxi. Questa comunità è formata da tante piccole comunità. Questa comuna ha una storia molto forte di lotte sociale campesine avvenute negli anni 80 del 900 durante l’abolizione delle “haciendas” e “haciendazgos” ovvero condizioni di schiavitù e oppressione alle comunitàa indigene per mano di ricchi prorpietari mestizos.
Personalmente ho scelto il servizio civile non solo per il compenso economico, che è utile, ma per sentirmi fuori luogo. Sentirmi anche quel fastidio dato dal privilegio che indubbiamente noi europei giovani e bianchi abbiamo in questo molto fatto di substrati. Ho trovato persone con un cuore immenso pronte a darti una mano in qualsiasi situazione, ho incontrato persone chiuse e burbere che mi hanno insegnato ad ascoltare anche chi non avrei mai voluto ascoltare, ho incontrato un mondo in lotta con un sistema che li sfrutta e li abbandona e sorprendentemente è una lotta fatta di fatica ma di tante risate e comunione volontaria.
Ho incontrato persone che non sono più qua e persone che vogliono andare via, e grazie a tutti questi incontri ho ricominciato nuovamente a incontrare me stessa.
Luz Marina Rodriguez