Ecuador: un esempio di visione biocentrica

di Matilde L. - Sede Gondwana Loja FEPP, SCU Ecuador 2025/2026

L’Ecuador ha compiuto un atto storico quando, con la sua Costituzione del 2008, è diventato il primo Paese al mondo a riconoscere i diritti della natura come diritti fondamentali tutelati a livello costituzionale.
Ciò ha aperto nuove strade per la tutela giuridica degli ecosistemi, rompendo completamente con la tradizionale visione giuridica occidentale dove la natura viene vista come una semplice risorsa o proprietà da regolamentare.
Questa nuova costituzione, approvata attraverso un referendum costituzionale, si inserisce in un contesto sociopolitico caratterizzato da una forte influenza delle culture indigene andine, dove la Pachamama (Madre Terra) non è concepita come una mera risorsa da sfruttare, ma come un’entità viva e sacra, dotata di diritti propri. In particolare, gli articoli dal 71 al 74 della Costituzione ecuadoriana stabiliscono che “La naturaleza, o Pacha Mama, dove la vita si riproduce e si realizza, ha diritto al rispetto integrale della propria esistenza, al mantenimento e alla rigenerazione dei propri cicli vitali, della propria struttura, delle proprie funzioni e dei propri processi evolutivi”.
Ecco che la natura non è più un semplice oggetto da tutelare, ma un soggetto giuridico autonomo, con gli stessi diritti inviolabili di cui godono gli esseri umani.  

Con la nuova normativa ecuadoriana infatti, ecosistemi come fiumi, foreste, montagne e zone costiere possono essere rappresentati in giudizio e difesi in quanto titolari di diritti propri; i tribunali ecuadoriani hanno già utilizzato queste disposizioni, per esempio, per ordinare la restaurazione di corsi d’acqua inquinati, bloccare progetti estrattivi in aree sensibili e riconoscere i diritti di ecosistemi marini.
Un esempio emblematico è rappresentato dalla sentenza del 2021 della Corte Costituzionale sull’area del Bosque Protector Los Cedros, dove sono stati revocati i permessi minerari su una superficie di circa 9.909 ettari, di cui oltre il 60 % facevano parte della foresta protetta, con oltre 226 specie a rischio di estinzione, tra cui giaguari, scimmie urlatrici e orsi andini. 

Il riconoscimento costituzionale dei diritti della natura comporta benefici di vasta portata, non solo per la protezione degli ecosistemi, ma anche per lo sviluppo sostenibile, i diritti delle comunità locali e la governabilità ambientale.
Innanzitutto, esso consente un approccio preventivo alla conservazione: la tutela ambientale non è perciò più legata alla dimostrazione di un danno economico o umano, ma si basa sul principio di prevenzione e sulla responsabilità collettiva verso l’ambiente. Ciò permette allo Stato e ai cittadini di intervenire prima che il danno ambientale diventi permanente. 

In secondo luogo, la tutela giuridica degli ecosistemi rafforza i diritti delle popolazioni indigene e delle comunità locali, molte delle quali dipendono dalle risorse naturali per la loro sussistenza culturale ed economica. Il riconoscimento dei diritti della natura è strettamente correlato al principio del sumak kawsay o buen vivir, filosofia che ricerca un equilibrio armonico tra l’essere umano, la comunità e l’ambiente naturale.
Anche il principio della consulta previa — la consultazione preventiva obbligatoria per progetti con impatti ambientali su territori indigeni — è integrato nella Costituzione e rappresenta un ulteriore strumento per tutelare l’autodeterminazione di queste comunità. 

Dal punto di vista ambientale, la protezione costituzionale ha contribuito a preservare uno dei paesi con più biodiversità al mondo. L’Ecuador ha infatti una concentrazione di specie animali e vegetali tra le più elevate per superficie territoriale, incluse aree uniche come le Isole Galápagos, riconosciute patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Questa novità giuridica ha avuto impatto anche a livello internazionale: la Costituzione ecuadoriana ha ispirato movimenti e normative in altri Paesi, spingendone diversi (ad esempio la Bolivia, Nuova Zelanda, India) a riconoscere, attraverso leggi o sentenze, che fiumi, foreste, ecosistemi e altre entità naturali possiedono diritti tutelabili.
Sebbene l’Ecuador rimanga l’unico Stato con una protezione costituzionale esplicita dei diritti della natura, ha sicuramente stimolato un dibattito mondiale sulla centralità dell’ambiente nel diritto e nello sviluppo umano.

Tuttavia, nonostante i benefici evidenti, l’attuazione pratica di questi diritti resta una sfida complessa. Alcuni osservatori segnalano che la protezione costituzionale deve tradursi in azioni concrete per incidere veramente sulle pressioni economiche e sugli interessi estrattivisti. In tempi recenti, inoltre, lo status costituzionale dei diritti della natura in Ecuador è stato messo sotto pressione politica, suscitando preoccupazioni circa potenziali riforme che potrebbero indebolire le protezioni ambientali, evidenziando la necessità di una vigilanza civica e un impegno delle istituzioni per mantenere e rafforzare i diritti della natura nel lungo periodo. 

In conclusione, la scelta di riconoscere i diritti della natura nella Costituzione ecuadoriana rappresenta una pietra miliare giuridica e culturale, con benefici concreti per la tutela degli ecosistemi, la partecipazione delle comunità locali e l’ispirazione di modelli innovativi a livello globale. Pur dovendo affrontare sfide di implementazione e pressioni politiche, questo approccio rimane uno degli esempi più avanzati di come i sistemi giuridici di ogni paese potrebbero evolversi per proteggere non solo gli interessi umani immediati, ma anche la salute a lungo termine del nostro pianeta.