Il mio servizio civile in Tanzania: l'esperienza che ti restituisce più di quanto dai

di Elise B. - Sede Gondwana Mbeya, SCU Tanzania 2025/2026

Fino all’ultimo, prima di partire per la Tanzania, ho fatto fatica a realizzare cosa stessi per fare. Non mi sembrava vero che il momento fosse arrivato, e continuavo a pensare: “Ma quanto è folle questa decisione!”. L’incertezza e quell’ansia pre-partenza erano lì, forti, ma per fortuna, non sono stata sola.

L’incontro con gli altri volontari in partenza è stato un vero e proprio sollievo. Abbiamo subito condiviso le nostre ansie e le nostre grandi speranze, creando immediatamente quel senso di gruppo coeso essenziale per affrontare insieme l’ignoto. Sapevo che non avrei affrontato il viaggio da sola, e questo ha reso il giorno del volo, seppur estenuante, molto più sereno. Una volta atterrata in Tanzania, ho capito che l’avventura era iniziata per davvero!

L’Impatto iniziale e la forza di adattarsi

Il primo impatto con una realtà così diversa è stato significativo. Ho avvertito subito la distanza da casa e l’immensità della sfida che mi aspettava. Questo ha generato una paura inattesa e una malinconia iniziale.

Ma è proprio in quel momento di difficoltà emotiva che ho trovato la mia forza. Ho compreso che la paura non doveva bloccarmi, ma trasformarsi in consapevolezza. La mia nuova strategia è stata la pazienza: affrontare ogni situazione gradualmente, un passo dopo l’altro. Quella iniziale pesantezza si è trasformata nella scintilla che mi ha spinto a non mollare e a sostituire l’ansia con la voglia di affrontare la quotidianità.

Crescita, accoglienza e superare le barriere

L’esperienza nei primi contesti di servizio mi ha offerto subito una grande opportunità di crescita. Ho trovato un’accoglienza calorosa e ho riscoperto la soddisfazione semplice che deriva dalle interazioni genuine. Ho potuto toccare con mano l’impegno e la disponibilità delle persone che mi hanno supportato fin da subito nel comprendere il progetto.

Un grande ostacolo (e una grande sfida) è stata la lingua locale. L’impegno per imparare lo swahili è stato arduo, ma ogni parola appresa, grazie anche alla pazienza degli abitanti, era un passo avanti, un muro che cadeva. Ho scoperto quanto sia gratificante superare le barriere comunicative, anche solo scambiando i saluti più semplici.

Le sfide del servizio e il valore del gruppo

Il passaggio in un ambiente urbano più grande ha richiesto un nuovo adattamento. Affrontare nuove mansioni, come le lezioni nei centri di formazione con ragazzi con esigenze diverse, mi ha inizialmente messo in difficoltà. Spesso mi sono interrogata sulle mie competenze.

Fortunatamente, in quei momenti difficili, il supporto dei compagni ha fatto la differenza. Lavorare insieme ci ha permesso di gestire ogni compito con maggiore efficacia. Questo Servizio Civile mi sta dando una lezione importante: mi sta spingendo a confrontarmi con le mie insicurezze e mi sta insegnando l’umiltà e la pazienza necessarie per navigare in un contesto completamente sconosciuto.

La ricompensa più grande è il senso di contribuire e di vedere il valore del proprio impegno, anche nei piccoli gesti, come la gioia condivisa nell’organizzare giochi inclusivi o il poter celebrare i traguardi altrui, come la consegna dei diplomi.

 

Un viaggio che ritorna con te

Questa avventura è stata un turbine di incontri e momenti di riflessione che hanno rafforzato il mio spirito di adattamento. Mi ha costretto a uscire dalla mia bolla e, credetemi, è un’opportunità unica per fare qualcosa di concreto e, allo stesso tempo, scoprire una versione più forte e consapevole di sé stessi. 

Se all’inizio prevaleva la ‘follia’ dell’incertezza, ora porto con me una salda consapevolezza delle mie capacità, alimentata dal valore inestimabile della condivisione. Consiglio vivamente questa scelta di vita a chiunque cerchi un’esperienza che arricchisca l’anima e lasci un segno profondo e duraturo.