Un posto pazzesco

di Agnese A. - Sede Gondwana Guaranda FEPP, SCU Ecuador 2025/2026

Le Ande sono un posto incredibile.

Di tutte le frasi che potrei scrivere per iniziare questo articolo questa è quella che sento rispecchiare di più le sensazioni che ho vissuto in questa prima parte del mio Servizio Civile Universale.

Quindi si le Ande sono un posto incredibile. Il posto dove sto vivendo e svolgendo il mio anno di servizio è una piccola cittadina nel centro dell’Ecuador, si chiama Guaranda. 

Guaranda si trova nella provincia del Bolivar, fa poco meno di 30 mila abitanti ed è famosa per il carnevale e per il Pajaro Azul, un distillato di canna da zucchero che si potrebbe dire assomigliare a una grappa dolce. In pratica non me ne sono andata davvero dal Veneto, ho traslato il contesto dall’altra parte del mondo.

Scherzi a parte vivere questi mesi in un ambiente così e ripensarci ora è un qualcosa per cui provo immensa gratitudine e anche incredulità. Le Ande sono un ecosistema così lontano da quello a cui ero abituata che ogni giorno passato lì gli occhi si riempivano di meraviglia. Un esercizio che mi sono imposta da subito, dal primo viaggio in macchina verso una comunità che ho fatto, è stato quello di non dare per scontato e di non abituarmi alla vista di quello che avevo intorno. È finita che questo esercizio non è mai stato tale e non è mai stato una imposizione. Non ho mai avuto bisogno di pensare attivamente a non dare per scontato quello che vedevo. Perché per me non è stato possibile, e spero che non lo diventi mai, abituarmi a quella vista, quel paesaggio. 

Le Ande sono un posto incredibile, perché hanno delle forme, dei colori, della vegetazione, della fauna e della popolazione che cattura sempre lo sguardo.

In questi mesi ho conosciuto posti e persone che mi hanno arricchito e per cui provo ammirazione, stupore, curiosità, ma anche che non sempre capisco e che, alle volte, non capiscono me.

L’Ecuador non è l’Europa, nel bene ma anche in alcune occasioni nel male. Nella città di Guaranda la popolazione è per lo più meticcia o indigena. Il turista tipo della città del carnevale è ecuadoriano mentre i visitatori “extra-Latam” si contano sulle dita di una mano. Quando sono arrivata è stato d’impatto trovarmi nella situazione di essere la minoranza. Molto bianca, con i capelli molto corti e con lo stile molto europeo. È stato strano. Se ci ripenso adesso, direi che è stata una delle cose che mi ha fatto realizzare davvero di essere dall’altra parte del mondo.

Non penso di averlo vissuto in maniera negativa, però rientrando nuovamente nel discorso del privilegio è un qualcosa che mi ha messo davanti a una realtà che non avevo mai considerato davvero così da vicino, in modo così tangibile.

Adesso che mancano pochi giorni al rientro in Ecuador rientro con molta voglia di rientrare, con uno sguardo che non è vergine come la prima volta che sono atterrata. Torno a Guaranda avendo esperienza, e anche nostalgia, di quello che mi aspetta. Allo stesso tempo torno dopo aver rivisto casa mia, la mia città e le mie amicizie in Italia con questi occhi che non sono gli stessi di quando sono partita e avevo salutato tutt.

Mi aspetta la seconda parte di questo anno di Servizio Civile e sono emozionata. Sono entusiasta e curiosa di esplorare e conoscere ancora questo pazzesco paese che mi sta ospitando.