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Ludoteche Comunitarie Resilienti

Il programma Ludoteche Comunitarie Resilienti di Maximo Paz – Buenos Aires – Argentina

 Il programma “Ludoteche Comunitarie Resilienti” inizia nel 2008, al termine di una indagine approfondita sulla realtà sociale della comunità di Maximo Paz (Municipio di Caňuelas, Provincia di Buenos Aires), da cui emerge il bisogno di creare spazi di arte e di gioco per i bambini per far fronte all’aumento delle problematiche legate alla droga e alla violenza domestica.

Contesto:

Nella località di Maximo Paz, Municipio di Canuelas – Provincia di Buenos Aires, ci sono oltre 20.000 abitanti. La maggior parte sono famiglie numerose, con bambini minori di 12 anni, spesso a carico della madre sola. Le problematiche familiari e sociali (violenza domestica, tossicodipendenza, assenza della figura paterna, abbandono scolastico, carenze strutturali e igienico-sanitarie della abitazioni...) rendono la popolazione minorile particolarmente vulnerabile. La lunga lista d’attesa per la scuola materna (teoricamente obbligatoria a partire dai 5 anni) dimostra che le istituzioni educative formali non riescono a soddisfare le necessità della popolazione. La comunità è quasi priva di spazi ricreativi e culturali, e i pochi esistenti sono dislocati nella parte centrale della località e quindi di difficile accesso per tutti i bambini più bisognosi che vivono nelle baracche dei terreni circostanti, e devono attraversare quotidianamente la pericolosa strada statale 205, i binari della ferrovia e i campi, con immaginabili rischi per la loro incolumità.

Questo progetto ha l’obiettivo di promuovere i DIRITTI DEI BAMBINI, DELLE BAMBINE E DEGLI ADOLESCENTI, in forma integrale, lavorando in modo specifico il diritto al gioco come diritto universale.

  •  Obiettivo Generale

Sviluppare la capacità di affrontare e superare le condizioni sfavorevoli della vità (resilienza) nei bambini e nelle bambine che vivono in condizioni di povertà e/o vulnerabilità psicosociale, utilizzando come strumento il gioco e l’arte.

  • Obiettivi Specifici
  1. Creare e attivare ludoteche diurne nei quartieri di Maximo Paz.
  2. Creare e attivare reti sociali nella comunità.
  3. Sviluppare l’autostima, la creatività e le abilità sociali, considerati come fattori resilienti in bambini/e delle diverse comunità, attraverso laboratori artistici e ludici.
  4. Mantenere e rinforzare la partecipazione delle madri della comunità nella co-gestione del progetto.

Si tratta di un progetto realmente comunitario, con valutazioni e monitoraggio costanti, particolarmente focalizzato nella formazione, nel rispetto della cultura e le abitudini di ogni barrio. Le famiglie della comunità e i loro figli sono attori protagonisti del progetto; si coinvolgono inoltre collaboratori, giovani, professionisti, tirocinanti e docenti. Tutti apportano! Si creano reti sociali tra le istituzioni della comunità e altre organizzazioni, argentine e internazionali, coinvolte nell’educazione e nella promozione dei diritti dell’infanzia. Diversi professionisti (psicologi, assistenti sociali, docenti,...) si mettono volontariamente al servizio del progetto, proponendo strumenti e tecniche di intevento, e promuovendo la rete con altre istituzioni.

Il Programma si propone di implementare, nei prossimi 5 anni, una ludoteca gestita da mamme della comunità in ogni quartiere di Maximo Paz:  LA TORRE, MAXIMO PAZ OESTE, SANTA MONICA, MAXIMO PAZ CENTRO. Il progetto è il risultato del Corso di Aggiornamento in Resilienza promosso dall’Università di Lanùs.

COSA SI INTENDE PER “RESILIENZA”?

La resilienza è un costrutto psicologico inteso come “la capacità di affrontare situazioni difficili, superarle e uscirne favoriti”. La situazione di stress e sofferenza in cui crescono i bambini in contesti di povertà ed emarginazione può avere importanti ripercussioni sulla salute fisica e mentale, cosi come problemi di comportamento e difficoltà di apprendimento. Rispetto ai coetanei di altri gruppi sociali, essi sono più esposti a situazioni dolorose, tanto interne come esterne, costituendo una popolazione estremamente vulnerabile. Il concetto di resilienza allude alle differenze individuali che dimostrano le persone di fronte alle situazioni di rischio. Per tale motivo, riveste molta importanza conoscere le peculiarità mostrate dagli individui che, pur vivendo in situazioni sfavorevoli, sono riuscite a raggiungere un livello “adeguato” di sviluppo: queste persone sono definite resilienti. La resilienza apre un ventaglio di possibilità in quanto enfatizza i punti di forza, le risorse e gli aspetti positivi presenti negli esseri umani. Più che focalizzarsi sui meccanismi che mantengono le condizioni di rischio per la salute fisica e mentale, la prospettiva della resilienza di preoccupa di osservare quelle condizioni che permettono uno sviluppo più sano e positivo della persona. Non esiste la resilienza individuale senza un lavoro sulla “resilienza comunitaria e familiare”. Per questo motivo, il programma Ludoteche Comunitarie Resilienti prevede la partecipazione reale (e non simbolica) delle mamme della comunità, le quali partecipano ad ogni fase del progetto: dall’analisi del contesto, all’eleborazione, attuazione, coordinamento e valutazione delle azioni.

COME SI INTENDE SVILUPPARE LA RESILIENZA ATTRAVERSO LE LUDOTECHE COMUNITARIE?

Il programma mira ad aiutare tutti i partecipanti del progetto (mamme ludotecarie, equipe tecnica, bambini, famiglie) a sviluppare i fattori di resilienza:

a) Autostima:

  • Conoscendo se stessi e scoprendo i propri limiti e potenzialità
  • Sviluppando una valutazione positiva delle proprie caratteristiche e tratti di personalità.

b) Creatività:

  • Sviluppando la sensibilità e l’apertura agli stimoli sensoriali, rinforzando la capacità di osservazione, esploracione e contatto sensoriale con il proprio mondo interiore ed esterno.
  • Imparando ad affrontare con flessibilità e originalità le diverse situazioni quotidiane, cercando nuove strategie di risoluzione dei problemi.
  • Imparando ad esprimere i propri bisogni, pensieri e sentimenti in modo creativo attraverso l’arte.

c) Abilità sociali:

  • Stabilendo relazioni interpersonali soddisfacenti, efficaci e assertive, attraverso lo sviluppo di competenze relazionate con l’espressione di sentimenti, emozioni e opinioni.
  • Imparando a porsi al posto dell’Altro e a riconoscere, accettare e inegrare, le opinioni i sentimenti e le emozioni altrui.
  • Sviluppando la capacità di autocontrollo e intepersonali, lavorando in gruppo mediante norme di funzionamento gruppale.

Metodologia:

Il principio con cui sono organizzati gli spazi ludici è la libertà di scelta e di espressione. Oltre al ruolo che il gioco compie nello sviluppo del bambino e la sua importanza come promotore di resilienza, nel progetto Ludoteche Comunitarie il gioco compie anche un’altra funzione. Attraverso il gioco ci si propone di conoscere il bambino per promuovere un lavoro sulle regole, il senso di responsabilità e altri interventi di promozione del suo sviluppo. Per fare questo è importante osservare integralmente il bambino e valutare il suo sviluppo attraverso il disegno, il gioco simbolico, il gioco libero, la musica... A tal fine, offrire al bambino molteplici attività e osservare le sue scelte è un dato di grande importanza: il comportamento spontaneo facilita l’osservazione.

Valutazione:

Si lavora utilizzando la metodologia di Ricerca-Azione, per cui la valutazione è un passo indispensabile per l’implementazione e il miglioramento continuo del progetto. Si realizzano incontri:

  • Settimanali, del gruppo di mamme ludotecarie, coordinatrici e volontari italiani del Servizio Civile Quindicinali, del gruppo di mamme ludotecarie con le counselor, per la risoluzioni di conflitti e la gestione del gruppo 
  • Mensili con i volontari delle altre istituzioni della rete (Fundacion Contructores, Asociacion Civil Potencialidades)   
  • Semestrali per la programmazione di nuovi progetti.

UN PO’ DI STORIA: i primi passi….

Tra LUGLIO e OTTOBRE 2008 vengono effettuati i primi studi di analisi del contesto che motivano il progetto per la creazione di spazi ludici per i bambini di Maximo Paz. I dati sono raccolti attraverso interviste con i docenti, famiglie e bambini della comunità di Maximo Paz. Realizzato da 3 operatrici di Psicologia Sociale della Escuela Pichón Riviere, di Lomas de Zamora (Buenos Aires).

A NOVEMBRE 2008 viene scelto l’Hogar Rivadavia, come sede operativa e tecnica e vengono invitate le mamme di diversi quartieri per la presentazione del Progetto, in vista della loro futura partecipazione. In quest’occasione viene presentato il programma di lavoro iniziale per la costituzione del Gruppo Operativo: 8 laboratori per 3 mesi per lavorare sulla costruzione del gruppo, la comunicazione, la cooperazione, l’empatia, etc...

Nel DICEMBRE 2008 si inizia la raccolta e il recupero dei materiali necessari all’avvio della prima ludoteca. Nello stesso periodo viene effettuato il primo viaggio nella zona del Tigre (zona Nord di Buenos Aires) per conoscere l’Associazione Potencialidades e le 4 ludoteca da loro gestite in quella zona.

A GENNAIO 2009 vengono convocati tutti i volontari e collaboratori per organizzare l’area dell’Hogar Rivadavia che sarà destinata alle attività della Ludoteca.

Tra FEBBRAIO E LUGLIO 2009 prende avvio la formazione teorico-pratica dell’equipe ludotecaria. Vengono organizzati laboratori di pasta artigianale per raccogliere i soldi destinati all’acquisto delle caramelle e della merenda da offrire ai bambini in occasione delle “Prove pilota” della Ludoteca. Vengono quindi organizzate le prime prove pilota con invitati dai diversi quartieri di Maximo Paz: laboratori artistici, spazi di gioco libero e attività ricreative per bambini tra i 4 e i 12 anni.

Oggi….

La Ludoteca Madre Teresa, finanziata grazie all’Associazione “Potencialidades”, si trova in un piccolo locale affittato al centro di Maximo Paz. E’ aperta sia nel turno mattutino e pomeridiano, coinvolgendo attivamente 5 mamme della comunità come coordinatrici. Accoglie bambini tra i 3 e i 12 anni offrendo loro la merenda e uno spazio quotidiano in cui partecipare a laboratori espressivi (musica, pittura, manualità…) e ludico-ricreativi organizzati dalle mamme, dai volontari argentini e dai volontari italiani del Servizio Civile. Nel 2011 sono inoltre stati aperti due spazi Ludoteca, uno nella scuola rurale n.26 e l’altro nel quartiere San Eduardo.

Periodicamente vengono organizzati eventi aperti a tutta la comunità in occasione di giornate ricreative speciali (Dia del niňo, Natale, chiusura dell’anno sociale...) ed ad Aprile 2012 è stato avviato il progetto “Ludoteca Viajera” grazie alla vittoria del Concorso “Progetti Sociali” finanziato da Petrobras Argentina