Testimonianze dei volontari in servizio civile

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A piedi scalzi

annaLe parole di Anna, volontaria servizio civile in Brasile, presso la sede di Duque di Caxias, RJ.

“Finché non ti togli le scarpe, non capirai mai davvero quello che questi bambini brasiliani vivono”. Una frase all’apparenza banale ma troppo vera.
Venerdì scorso abbiamo partecipato assieme ai PDA di Jardim Primavera, di Campos Eliseos e di Saracuruna a una gita organizzata dall’Ong Visão Mundial con i bimbi sostenuti dalla comunità. Abbiamo trascorso la giornata in un parco acquatico stupendo, il Tucano, nel bel mezzo della foresta nel municipio di Nova Iguaçú.

Nonostante all’ora dell’appuntamento piovesse a dirotto, siamo partiti lo stesso, sfidando le pessime previsioni meteorologiche e il pessimismo occidentale. Appena arrivati, la maggior parte di loro si sono catapultati in piscina, con il costume o in mutande. Con quelli rimasti ho deciso di lanciare l’idea di una partita a pallavolo, che per le condizioni tecniche di una palla troppo pesante, è diventata una partita a calcio. Dal primo momento si sono viste qualità calcistiche e tanta voglia di correre, nel fango, con la rete della porta mezza rotta, dietro a una pozzanghera di pioggia.
Mi sono divertita veramente tanto, abbiamo riso e ci siamo scaldati sotto i raggi di un debole sole. Ma c’era qualcosa che sentivo che mi mancava, che fino al pomeriggio non avrei compreso. Fino a quando, più tardi, avremmo deciso di attraversare il fiume a piedi scalzi. Era un fiumiciattolo di acqua fredda e poco profonda, che separava il campo da calcio dalla zona delle piscine. Ci ho pensato meno di due secondi prima di togliermi le scarpe da ginnastica, prima che un bambino vivace mi dicesse: “Tía, eu levo os seus sapatos!”. Abbiamo corso da una parte all’altra di quel corso d’acqua, schizzandoci a vicenda con le mani e senza bisogno di queste. Abbiamo raccolto dei sassi fino a quando il bagnino ci ha chiesto gentilmente di uscire, perché gli autobus ci stavano aspettando per ripartire.
È la cosa che più mi ha donato un senso di libertà da quando sono qui in Brasile. Sentire l’acqua scorrere sotto i piedi e la sabbia di sassolini che sfrigola tra le loro dita. Mi ha fatto ricordare di com’era bello da bambini giocare a rotolarsi nella terra.
A piedi scalzi è come voglio essere sempre, o meglio “A cuore scalzo”*.
Non puoi pretendere di capire e aiutare se non ti metti alla pari di quei bambini, se non ti avvicini a loro fino a sfiorarli, se non ti sporchi almeno un po’ e ti fai contaminare fino in fondo dalla loro semplice, spontanea e spossante allegria.

*Max Gazzé: Dal titolo della canzone “A cuore scalzo”, 2010.

Anna, volontaria Servizio Civile Cesc Project 2014