Testimonianze dei volontari in servizio civile

Resta aggiornato! Iscriviti alla nostra NEWSLETTER.
Newsletter Ricevi HTML?

Emozioni senza limiti

DSC_0004Quel giorno a Jardim Primavera il sole sembrava più luminoso e l'aria più frizzante.

Durante il tragitto in bicicletta verso l'appuntamento con i colleghi provavo un emozione strana che mi
ricordava i tempi della scuola o quelli prima di un esame universitario. È un grande giorno per il
gruppo Luar Sem Limites: è il giorno dello spettacolo finale di danza.
Quel giorno tutto aveva un colore diverso. Dopo mesi di prove, esperimenti, scambi
di idee, serate passate a cucire costumi, era finalmente arrivato il momento di esibirsi nel teatro
municipale di Duque de Caxias. Il titolo dello spettacolo era “Olhares”, sguardi, ovvero la vita e le
​ ​
emozioni degli alunni attraverso i loro occhi.
Noi volontari, insieme ai responsabili, eravamo già a teatro dalla mattina e, messa da parte
l'emozione, ci siamo reinventati scenografi, costumisti, tecnici audio, luci, etc. Il programma
prevedeva due sessioni, una pomeridiana e una serale.
Alle 13 circa sono arrivati i ragazzi e le ragazze, circa 30 in totale. Al loro arrivo le emozioni si sono ricatapultate tra testa e stomaco ed è iniziato l'esercizio più difficile: mantenere poco visibili agitazioni e nervosismi agli occhi dei ragazzi per cercare di farli stare sereni e tranquilli. Ma una
volta indossati i costumi non era più necessario nessun esercizio psicologico. Come per magia una
sensazione diversa è calata sopra tutti noi: la concentrazione e la carica generale della squadra che sta per scendere in campo e che deve dare il massimo per raggiungere la vittoria. Anche i più agitati
degli alunni si sono tranquillizzati e tra preghiere e urgenze dell'ultimo secondo è arrivato il
momento più atteso: l'apertura del sipario. Le dieci coreografie si sono susseguite tra  improvvisazioni creative, proiezioni di interviste dei genitori degli alunni, sorrisi, lacrime, piroette
ed evoluzioni spettacolose, come il volo di Wallace, ragazzo paraplegico che, appeso ad una
imbragatura speciale, si è alzato dalla sedie a rotelle per volare in aria sulle note di “O que è, o que è” del cantante brasiliano Gonzaguinha.
La standing ovation finale si è alzata come naturale continuazione dello spettacolo, una sorta di contributo del pubblico a un emozione generale e a una
​ ​
concentrazione di energie unica... ma “ripetibile”!
Dopo gli applausi, gli abbracci e le lacrime asciugate, infatti, abbiamo dovuto mantenere la calma e la concentrazione per far riposare e rifocillare i ragazzi in vista della seconda sessione della sera. Tanta era la gioia, la positività e, non ultima, la collaborazione di tutto lo staff, che ciò non è stato difficile e alle 20 eravamo di nuovo tutti pronti, carichi e concentrati per ritornare in scena. Anche la sera le improvvisazioni e gli imprevisti non sono mancati, ma un'altra scarica di emozioni e sensazioni fortissime ha invaso il
teatro intero facendo rimbombare per la seconda volta in poche ore un applauso lunghissimo e
​ ​
denso di passione.
Difficile spiegare realmente le sensazioni provate, ma senza ombra di dubbio, il privilegio più grande che sento di aver avuto è quello di aver condiviso emozioni che vanno al di là dello show, della danza, emozioni che portano dentro percorsi di lotta, storie di vita difficili e che in quel palco
si sono concentrate in una positividade... senza limiti.

 

(Marco, volontario servizio civile 2012/2013)