Cooperazione e solidarietà campesina in Ecuador ai tempi del Coronavirus

Qualche settimana fa in Europa sono arrivate le dure immagini che descrivevano la città di Guayaquil in ginocchio a causa dell’emergenza Coronavirus.

L’escalation di contagi e decessi registrati in Ecuador – come riportato dall’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica e Ricerca (INSPI) – ha raggiunto 23.240 casi positivi su un campione di 48.292 tamponi, 663 morti e più di 1.500 persone ricoverate. Nonostante l’apparente trasparenza dei dati, è lecito farsi delle domande. Alcuni esperti, come il politologo ecuadoriano Decio Machado, stimano che il numero di morti possa essere almeno 4 volte superiore a quello riportato ufficialmente.

Il maggior numero di casi viene registrato nella provincia di Guayas, vero centro economico del Paese, nonché la regione più popolata dell’Ecuador, dove si contano più di 10.000 casi di infezione (67,8% del totale), seconda la provincia di Pichincha, dove si trova la capitale, con 1.194 casi (8%).

Sitauzione Nazionale COVID-19 aggiornato al 27/04/2020. Fonte: Ministero della Salute Pubblica dell'Ecuador

L’Ecuador è uno dei primi paesi dell’America Latina ad aver attuato le misure di distanziamento sociale. Dal 14 marzo il governo nazionale ha dichiarato lo stato di emergenza su tutto il territorio per 60 giorni, ha sospeso la libertà di transito, di associazione e di riunione con un toque de queda (coprifuoco) valido tutti i giorni della settimana dalle 14 alle 5 del mattino. Ha limitato la circolazione dei veicoli e ha sospeso le attività lavorative in modalità presenziale del settore pubblico e privato ad eccezione del lavoro della polizia, delle forze armate, della sanità e della produzione e commercializzazione di alimenti.

Nonostante ciò, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, lo scorso 14 aprile, ha inserito il Paese tra quelli con alta priorità per ricevere assistenza sanitaria e dato accesso ai fondi per l’acquisto di materiale medico/sanitario.

Se l’Oms è intervenuta solamente ora, sin dall’inizio della pandemia le organizzazioni non governative locali si sono attivate per supportare le comunità più colpite dall’emergenza. Tra queste il FONDO ECUATORIANO POPULORUM PROGRESSIO-FEPP.

Istituzione privata con finalità sociale, il FEPP è partner di Gondwana e Cesc Project per diverse progettualità di cooperazione e di Servizio Civile Universale. Viene fondata negli anni ’70, su iniziativa della Conferenza Episcopale Ecuadoriana, per dare risposta alle parole di Paolo VI che, nella enciclica Populorum Progressio, richiamava alla creazione di un fondo comune per assistere i più poveri nella prospettiva di uno sviluppo solidale dell’umanità.

Da sempre al servizio dei campesinos (contadini) che vivono nelle aree rurali più povere del Paese, oggi il FEPP sta promuovendo raccolte di alimenti in tutto l’Ecuador.

Bepi Tonello insieme ad alcuni rappresentanti del FEPP e due volontari SCU

Come ci ha raccontato Bepi Tonello, ex volontario dell’Operazione Mato Grosso e Direttore Esecutivo dell’organizzazione per oltre trent’anni: «Il FEPP ha una lunga e valida esperienza di interventi in circostanze di calamità tanto naturali, come terremoti, inondazioni, e fenomeni di siccità; quanto sociali quali malattie infettive, insurrezioni popolari e crisi economiche. Il vero dramma in questo momento lo stanno vivendo le persone che formano parte dell’economia informale e non hanno un contratto regolare di lavoro. Sono persone che vivono alla giornata senza molti risparmi. Si tratta del 62% della popolazione ecuadoriana economicamente attiva, più di 10 milioni di persone».

Il FEPP sta quindi coordinando, promuovendo e in alcune occasioni cofinanziando le spese logistiche delle azioni che realizzano varie organizzazioni contadine. «Le comunità regalano frutta, latte, formaggio, patate, riso, fagioli e mais. La spontaneità dei primi interventi sta trasformandosi in progetti strutturali e in nuovi punti di raccolta».

Oltre a questo l’organizzazione ha donato agli ospedali più in difficoltà materiale sanitario e dispositivi di protezione come mascherine, camici, guanti e disinfettanti.

Uno dei più importanti contributi economici è stato quello da parte degli stessi dipendenti che hanno donato spontaneamente un giorno del proprio stipendio, arrivando a raccogliere circa 12.000 dollari.

Il Ministro dell’Agricoltura e dell’Allevamento dell’Ecuador ringrazia i contadini e il FEPP

Altra importante iniziativa è stata organizzata da Antonio Rende, ex volontario in Servizio Civile con Gondwana e Cesc Project. Una volta concluso il suo anno di servizio è rientrato in Ecuador per lavorare con il FEPP a fianco dei più deboli, in una delle province più povere del Paese. Antonio ha deciso di restare una seconda volta, scegliendo di non rimpatriare per continuare ad aiutare anche durante l’emergenza.

Con i suoi colleghi e i nuovi volontari in Servizio Civile è stata creata una raccolta fondi online per poter aiutare le famiglie più vulnerabili di Nueva Loja (Lago Agrio) e Francisco de Orellana (Coca) con un cesto che contiene alimenti di prima necessità.

Dal giugno del 2019 le sedi amazzoniche del FEPP lavorano con UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) nel progetto Barrios Solidarios (Quartieri Solidali) operando per raggiungere un’integrazione della popolazione venezuelana e colombiana nel paese che li ospita. Come ci ha raccontato Antonio: «Grazie a questa collaborazione, e a quella con altre organizzazioni sociali e istituzioni locali stiamo lavorando per aiutare le famiglie più bisognose sia ecuadoriane che venezuelane e colombiane».

Dal 2015 Gondwana e Cesc Project sono presenti in Ecuador con progetti di cooperazione decentrata e di Servizio Civile Universale. In modo particolare con il FEPP siamo partner del progetto Tierra Trabajo y Pan, finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento. A partire dal 2016 e grazie al programma di Servizio Civile Universale 44 giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni  hanno potuto supportare per un anno le attività dell’organizzazione. Altri 22 ragazzi, arrivati da appena un mese in Ecuador, sono dovuti momentaneamente rientrare in Italia proprio a causa dell’emergenza coronavirus.

Sostieni insieme ad Antonio le famiglie piú povere dell’Amazzonia Ecuadoriana

Durante questi anni di cooperazione abbiamo potuto toccare con mano il forte senso di solidarietà che anima le comunità rurali dell’Ecuador e siamo convinti che abbiano tanto da insegnare al modello individualista che domina incontrastato nei centri urbani del nuovo e del vecchio continente.

Le attività che il FEPP sta portando avanti e lo spirito di condivisione dimostrato dai campesinos rappresentano un modello di cooperazione radicato nel territorio, che dà voce ai bisogni reali. Come affermato da Luis Hinojosa, attuale Direttore Esecutivo: «In questo momento più che mai è tempo di proporre nuovi e grandi progetti per rilanciare l’agricoltura familiare contadina, attuare misure di adattamento e mitigazione di fronte ai cambiamenti climatici e rafforzare le piccole cooperative. È tempo di promuovere lo sviluppo umano integrale e sostenibile. Abbiamo speranza che le attuali manifestazioni di solidarietà possano essere altrettanto efficaci nel far fronte all’imminente crisi socio-economica, che seguirà quella sanitaria. Questo ci permetterà di promuovere sia una solidarietà interna, quella tra organizzazioni del territorio, sia a livello internazionale».

Il ruolo della cooperazione e dei progetti di volontariato come il Servizio Civile Universale è fondamentale poiché contribuiscono a fornire soluzioni ancor più coordinate, efficaci e soprattutto danno vita a relazioni interculturali e di reciprocità tra i popoli e le comunità del mondo.

Alfonso e Osvalo due campesinos ecuadoriani, foto di Maddalena Ferrò

Sapendo che siamo insieme, nella stessa barca, abbiamo fede e speranza di costruire un nuovo mondo, fraterno e solidale”.

Luis Hinojosa (Direttore Esecutivo del Fondo Ecuadoriano Popolorum Progressio)

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